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Danno reputazionale: il ruolo dell'in-house
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29 lug 2016
Corporate Counsel Forum

Danno reputazionale: il ruolo dell'in-house

Come può la direzione legale intervenire nella valutazione e gestione dei rischi reputazionali? TopLegal ha messo a confronto le esperienze di Leonardo-Finmeccanica, Snam e Philip Morris

Il ruolo delle direzioni legali come strumento di prevenzione e gestione del danno reputazionale: è stato questo il tema di dibattito della seconda tavola rotonda del TopLegal Corporate Counsel Forum, tenutosi lo scorso 5 luglio. 

Durante l'incontro, moderato da Galileo Pozzoli, managing partner di Curtis Mallet-Prévost Colt & Mosle, sono intervenuti: Antonio Martini, partner di Cba, Andrea Parrella, general counsel di Leonardo - Finmeccanica, Gabriella Porcelli, senior counsel di Philip Morris e Marco Reggiani, direttore affari legali, societari e compliance di Snam

La reputazione rappresenta un valore intangibile dell’azienda, che viene assegnato dall’esterno. In quanto percezione non si può scegliere, ma soprattutto è quasi impossibile da controllare. Secondo i teorici, si origina e prende forma all’interno di una dimensione essenzialmente relazionale. Tuttavia, i parametri di giudizio sono in continua evoluzione perché cambiano le aspettative degli stakeholder. La reputazione è l’avallo della fiducia; pretendiamo che i nostri risparmi in banca siano sicuri, che i nostri dati personali siano tutelati, che la qualità del nostro cibo sia garantito. Il danno reputazionale significa disallineamento con i valori degli stakeholder la cui fiducia viene a mancare.

Data la rilevanza del concetto ‘reputazione’, il presidio della funzione legale nel risk management dovrebbe essere quindi indispensabile. Come confermato dai relatori, gestire i rischi, però, non implica soltanto analizzare norme e capirne le implicazioni, poiché il rischio reputazionale deriva non soltanto dalla mancata conformità alla normativa vigente, ma anche da rischi legati alle scelte operative e strategiche. Un adeguato presidio del rischio richiederebbe un coinvolgimento del general counsel trasversale al business, tale da permettergli di valutare il rischio attuale o prospettico e i possibili strumenti di mitigazione.

Di seguito è possibile visionare il video integrale della tavola rotonda.

tags: CbaSnamCurtis Mallet-Prévost Colt & MosleMarco ReggianiGalileo PozzoliPhilip MorrisAndrea ParrellaGabriella PorcelliLeonardo - FinmeccanicaAntonio Martini
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