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Brevetti, quali possibilità per Milano sede Tub?
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14 dic 2018
Scenari

Brevetti, quali possibilità per Milano sede Tub?

La comunità italiana di esperti Ip ritiene che Milano sia la candidata ideale. Sebastian Moore a TopLegal: «Per dimensioni e importanza, l'Italia sarebbe il paese più adatto ad ospitare la sede della divisione centrale londinese del Tub»


«Non dobbiamo correre il rischio che anche questa partita finisca come Ema. Milano e la Lombardia sarebbero la sede perfetta per la sezione del Tribunale Unificato dei Brevetti». Lo ha sostenuto il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, lunedì 3 dicembre nel corso del convegno dal titolo "Milano sede della Divisione Centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti", organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano. Lo scopo dell'evento era quello di sensibilizzare le istituzioni, i rappresentanti del mondo produttivo e i professionisti che si occupano di proprietà industriale a sostenere la candidatura di Milano quale sede centrale specializzata del Tribunale unificato dei brevetti (Tub) al posto di Londra qualora il Regno Unito dovesse effettivamente uscire dall'Unione europea a seguito della Brexit. 

Uno dei possibili effetti Brexit, infatti, è che Londra perda la sede del Tribunale. Ma si tratta solo di una possibilità perchè - è bene sottolineare - l'istituzione di un Tribunale unificato nasce da un'iniziativa dell'Unione europea, ma tecnicamente non è un atto dell'Unione europea bensì è il frutto di un accordo multilaterale a cui hanno aderito soltanto alcuni dei paesi dell'Unione (per esempio non la Spagna). Pertanto, non è detto che il Regno Unito venga automaticamente escluso da questo sistema per il solo effetto della Brexit. Del resto, la stessa ratifica finale del Regno Unito, avvenuta dopo il voto sulla Brexit, ha confermato la volontà del paese d'oltremanica di continuare a far parte del sistema del brevetto europeo.

Detto ciò, però, la comunità italiana di esperti Ip ritiene che ci siano diverse valide ragioni per cui Milano dovrebbe prendere il posto di Londra. Durante l'incontro del 3 dicembre lo specialista Ip Luigi Carlo Ubertazzi ha messo in evidenza il nesso tra il diritto dell'Unione europea e l'accordo sul Tub, malgrado quest'ultimo sia formalmente un accordo internazionale autonomo. Secondo Ubertazzi, gli Stati aderenti al Tub, essendo anche membri dell'Ue, non avrebbero potuto legiferare su materie riservate alla competenza dell'Ue, quali il principio di esaurimento del brevetto e il risarcimento dei danni derivanti dalla contraffazione brevettuale. Il fatto che queste materie siano oggetto dell'accordo sul Tub dimostra che la base giuridica dell'accordo è proprio il diritto dell'Unione europea. Poichè con la Brexit, il Regno Unito non sarà più soggetto al diritto europeo, secondo Ubertazzi non c'è ragione per cui ospiti una delle sedi centrali del Tub, che di quel diritto è emanazione. Cesare Galli, invece, ha illustrato l'importante ruolo che ha avuto l'Italia nella costruzione delle regole del Tub, tra cui la "sterilizzazione" dei rischi derivanti dal sistema di biforcazione delle cause di validità dei brevetti e di quelle di contraffazione. Questa circostanza ancora una volta, secondo Galli, giustificherebbe l'attribuzione di una delle sedi centrali del Tub all'Italia e in particolare a Milano. 

Ai margini dell'evento, TopLegal ha chiesto il parere di Sebastian Moore (in foto), partner di Herbert Smith Freehills, ultima insegna internazionale sbarcata in Italia proprio per investire sull'Ip e il patent litigation.


Quali sono le ragioni che remano a favore di Milano come sede del Tub?
Il Tub è un tribunale comune agli Stati membri contraenti dell'Accordo internazionale sul Tribunale unificato dei brevetti, con competenza esclusiva per i brevetti europei con effetto unitario e i brevetti europei concessi a norma delle disposizioni della Convenzione sul brevetto europeo (Cbe). Malgrado si tratti di un accordo internazionale autonomo, negoziato al di fuori dell'Unione europea, di esso fanno parte tutti gli Stati membri dell'Ue. Inoltre, il Tub deve rispettare e applicare il diritto dell'Unione e, in collaborazione con la Corte di giustizia dell'Unione europea, assicurarne la corretta applicazione e l'interpretazione uniforme. Per questa ragione, si ritiene che l'uscita del Regno Unito dall'Ue giustificherebbe lo spostamento di una delle sedi centrali del Tub da Londra a un paese membro dell'Ue. 

La scelta delle tre sedi delle divisioni centrali del Tub è ricaduta sui tre Stati nei quali il maggior numero di brevetti europei era efficace nell'anno precedente a quello della firma dell'accordo (Francia, Germania e Regno Unito) secondo quanto previsto dall'Art. 89 dell'accordo stesso. L'Italia all'epoca si collocava al quarto posto in questa classifica. Pertanto, se il Regno Unito dovesse uscire dall'Unione europea, l'Italia sarebbe il suo successore naturale per ospitare una delle sedi centrali del Tub.

Inoltre, l'Italia è il paese europeo che nell'ultimo anno ha visto il maggiore incremento nel numero delle domande dei brevetti europei (circa +4%). Ancora più rilevante è il ruolo dell'Italia nel settore farmaceutico: nel 2018 è infatti salita al primo posto nell'Unione europea come produttore farmaceutico, superando la Germania con una produzione di 31,2 miliardi di euro, contro i 30 dei tedeschi. Quindi, per dimensioni e importanza, l'Italia sarebbe il paese più adatto ad ospitare la sede della divisione centrale londinese del Tub. Infine, Milano avrebbe già una sede pronta in Via San Barnaba, quella che ospiterà la sede locale del Tub.

Tra i possibili candidati per ospitare il Tub si parla anche dell'Olanda, già aggiudicataria della sede Ema. Quali possibilità concrete ci sono?
L'Olanda potrebbe candidarsi, come qualsiasi altro stato membro dell'Ue, ad ospitare la sede centrale del Tub attualmente assegnata a Londra. La sede londinese del Tub è quella competente per i casi relativi a brevetti relativi a necessità umane (agricoltura, prodotti alimentari e scienze mediche), alla chimica e alla metallurgia. L'Olanda potrebbe far leva sull'opportunità di ospitare la sede del Tub competente per i casi relativi a brevetti farmaceutici, avendo già ottenuto la sede dell'Ema. Tuttavia, l'assegnazione della sede dell'Ema all'Olanda va tenuta distinta dal tema dello spostamento (solo eventuale) della sede centrale del Tub attualmente assegnata a Londra. Vi è infatti solo una parziale sovrapposizione tra le competenze di quest'ultima e l'area di attività dell'Ema, che è quella dei medicinali per uso umano e veterinario. In ogni caso, l'Ema non ha alcuna competenza in materia brevettuale e, a differenza del Tub, è un'agenzia dell'Unione europea. Inoltre, va considerato che il numero di brevetti europei efficaci in Olanda è inferiore a quello dell'Italia e che, anche in ambito farmaceutico, l'Italia ha un ruolo ben più rilevante di quello dell'Olanda, essendo il primo produttore a livello europeo.

Quali vantaggi potrebbe trarne la comunità italiana di specialisti in brevetti dalla scelta di Milano come sostituta di Londra?
L'assegnazione della sede centrale del Tub a Milano contribuirebbe ad accreditarla come centro di eccellenza in materia brevettuale a livello europeo. Inoltre, imprese innovative e studi legali e di consulenza brevettuale di altri paesi potrebbero decidere di investire in Italia, aprendo le proprie sedi a Milano. Ciò contribuirebbe a creare un indotto di sicuro beneficio non solo per la community italiana di specialisti in brevetti ma per tutto il Paese.

 
tags: Herbert Smith FreehillsCesare GalliSebastian MooreLuigi Carlo Ubertazzi
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