Mfa vince in Cassazione per Autostrade Meridionali
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01 apr 2019
Contenzioso

Mfa vince in Cassazione per Autostrade Meridionali

La controversia relativa all’occupazione e allo spostamento dei servizi e sottoservizi interferenti con il suolo autostradale, vede Autostrade Meridionali opposta a Telecom Italia

Massimo Frontoni Avvocati con un team formato da Massimo Frontoni (in foto) e Gianluca Luzi, ha assistito dinanzi alla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione Autostrade Meridionali, concessionaria dell’autostrada A3 Napoli – Pompei – Salerno, nella controversia che la vedeva opposta a Telecom Italia e relativa all’occupazione e allo spostamento dei servizi e sottoservizi interferenti con il suolo autostradale.

Il Tribunale di Milano con sentenza del 16 ottobre 2014, aveva ritenuto sussistere a carico di Telecom l’obbligo di corrispondere un canone per l’occupazione del suolo autostradale, nonché di rimborsare gli oneri sostenuti per gli spostamenti provvisori di rete, in occasione della esecuzione dei lavori di ampliamento e/o ammodernamento della sede autostradale, secondo quanto stabilito dal codice della strada, le cui disposizioni non hanno ricevuto alcun impatto dal nuovo codice delle telecomunicazioni.

La Corte di Appello di Milano, con decisione del 17 ottobre 2016, pur confermando l’obbligo dell’ente gestore di risarcire gli oneri dovuti per lo spostamento dei sottoservizi, aveva invece escluso il diritto di Autostrade Meridionali al pagamento del canone, sulla base della disciplina del nuovo codice delle telecomunicazioni, che ha giudicato prevalente rispetto le previsioni del codice della strada.

La Suprema Corte, con sentenza depositata il 27 marzo scorso, ha definitivamente chiarito che l’occupazione del suolo autostradale è da considerarsi sempre onerosa per gli enti gestori di telecomunicazioni. In particolare, accogliendo il primo motivo del ricorso proposto da Mfa, la Corte di Cassazione ha ritenuto errato il convincimento espresso dalla Corte di Appello che, dal codice delle comunicazioni elettroniche, aveva desunto il principio di gratuità della installazione delle linee di telecomunicazioni lungo le sedi autostradali, ravvisando una supposta discontinuità tra tale disciplina e le regole del codice della strada.  Secondo la Corte di Cassazione, infatti, non sussiste alcun contrasto tra le due discipline, in quanto anche dopo l’entrata in vigore del codice delle telecomunicazioni è «rimasto fermo il principio per il quale l’operatore di telecomunicazioni che utilizzi la sede o le strutture autostradali per l’installazione di cavi è tenuto al pagamento di un corrispettivo allo Stato o al concessionario o proprietario dell’autostrada». 

La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza con rinvio alla Corte di Appello di Milano in diversa composizione.

tags: Telecom ItaliaGianluca LuziAutostrade MeridionaliMassimo Frontoni Avvocati
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