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Calcio: la palla passa agli studi legali
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12 giu 2019
Sport

Calcio: la palla passa agli studi legali

Le società sportive calcistiche sono una realtà in ascesa, come dimostra il report di Kpmg che ha calcolato il valore delle prime 32 squadre europee



Il valore d’impresa dei primi 32 club di calcio europei è aumentato del 9% rispetto all’anno precedente, a dimostrazione del fatto che il business del calcio sta crescendo a un ritmo significativamente più rapido rispetto all'economia europea. Mentre le top 50 aziende europee registrano un calo del 13% del proprio valore, il mondo del calcio si dimostra in netta controtendenza. A sostenerlo, la quarta edizione di “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2019”, lo studio di Kpmg Football Benchmark che ha stilato la classifica dei 32 club europei più importanti in base al loro valore aziendale. Alla base della classifica, un algoritmo che prende in considerazione più variabili quali la redditività, la popolarità, il potenziale sportivo, il valore dei diritti televisivi e la proprietà dello stadio.

Secondo Antonio Di Cianni, senior advisor di Kpmg Football Benchmark, l’espansione del mercato del calcio è dovuta a più fattori. Innanzitutto, la globalizzazione ha giocato un ruolo fondamentale per le società calcistiche che si sono trasformate da semplici attività a conduzione familiare in vere e proprie società di media ed entertainment. Un’esposizione mondiale le ha portate a sviluppare un brand globale con ricavi provenienti da settori inimmaginabili fino a qualche anno fa: social media, accordi commerciali internazionali, sponsor stranieri e soprattutto diritti televisivi. Accanto ai classici ricavi provenienti dal botteghino e dal merchandising, negli ultimi anni il boom dei diritti audiovisivi ha generato una fetta di guadagno notevole per i club. Su questo punto, peraltro, occorre tenere in conto che oltre ai guadagni a livello nazionale, arrivano ingenti proventi dalle tv internazionali in caso di ammissione della squadra in Champions League. 

Per quanto riguarda l’Italia, di cui 6 club fanno parte della classifica, occorre rilevare che il valore economico delle squadre è sensibilmente inferiore a quello delle squadre spagnole e tedesche. «L’Italia – spiega Di Cianni – è rimasta indietro rispetto ad altre nazioni europee. Questo perché la gran parte delle società calcistiche italiane hanno preferito investire i proventi dei diritti audiovisivi nelle compravendite e negli stipendi dei giocatori, invece che nel consolidamento e nella strutturazione della realtà societaria». Le altre squadre europee, sottolinea Di Cianni, investono nella patrimonializzazione dei proventi televisivi, per esempio costruendo strutture sportive e stadi nuovi ed efficienti. Questa differente modalità di spesa, nel tempo, ha creato un gap per cui solo la Juventus - tra le italiane - sembra tenere il passo con le altre. 

Le società calcistiche di ultima generazione necessitano più che mai di un’assistenza legale continuativa e strategica. Secondo Di Cianni due sono i terreni più fertili per i legali interessati al settore: il contenzioso, che scaturisce dal nuovo Uefa financial fair play, e i fallimenti. Per quanto riguarda il fair play finanziario, si tratta di nuove regole che prevedono puntuali controlli sui parametri economico-finanziari delle squadre di calcio. Qualora tali parametri non venissero rispettati, la Uefa può applicare diverse tipologie di sanzioni e persino l’esclusione dalla competizione. L’anno scorso la Uefa ha escluso il Milan dalla Champions League per violazione del fair play finanziario. La società, assistita da Roberto Cappelli e Andrea Aiello di Gianni Origoni Grippo Cappelli, ha poi appellato la decisione dinanzi al tribunale arbitrale sportivo (Tas) ottenendo il ribaltamento della precedente decisione.

Altro tema sempre più frequente per il calcio riguarda il fallimento delle società calcistiche. Basti pensare che, a causa dei tanti fallimenti, il campionato di calcio di Serie B quest’anno si è celebrato con un numero dispari di squadre.

Un altro campo in cui il legale gioca un ruolo decisivo è la contrattazione con i giocatori. «I contratti con i calciatori – racconta Di Cianni – sono diventati sempre più articolati e complessi, con elementi di transnazionalità non più trascurabili».

Il ruolo dei legali è ormai necessario in molte delle attività promosse dalla società di calcio. Secondo Di Cianni l’avvocato diventa essenziale nel deal più redditizio: la transazione societaria. Negli ultimi mesi diverse società italiane sono state coinvolte in operazioni di M&a: il Milan, l’Inter e da ultimo la Fiorentina. «Questi mandati – spiega Di Cianni – sono i più redditizi per gli studi legali, che si devono occupare della fondamentale fase di due diligence e della delicatissima negoziazione degli accordi fra le parti».
tags: Gianni Origoni Grippo CappelliRoberto CappelliAndrea AielloMilanJuventusFiorentinaUefatribunale arbitrale sportivoAntonio Di CianniKpmg Football Benchmark
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