Il gioco non vale la carota
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01 ott 2019
TopLegal Review ottobre/novembre

Il gioco non vale la carota

Per i giovani remunerazioni in fumo e aspettative tradite



Sembrano quasi invisibili ma rappresentano spesso la maggioranza dei professionisti all’interno dello studio. Parliamo dei Millennial, la generazione nata tra il 1980 e 1996, le cui aspettative sono state sondate dal Centro Studi TopLegal in questi ultimi mesi e ai quali TopLegal Review dedica il servizio di copertina. L’incertezza riguardo al futuro professionale e l’ambiente troppo competitivo sono i principali fattori che pesano sulla soddisfazione dei giovani avvocati in studio. La generazione dei Millennial si presenta ben diversa rispetto alla generazione passata ed è orientata a una maggiore flessibilità tra vita e lavoro e maggiormente predisposta al cambiamento. Tanto che quasi un terzo cambierebbe persino professione. Meno di un quinto degli avvocati interpellati (18%), invece, ha come attesa quella di restare nello studio attuale fra cinque anni e la medesima percentuale prevede invece di cambiare studio. Se incrociamo questi dati con le evidenze emerse da una seconda indagine del Centro Studi TopLegal sulle remunerazioni, vediamo che lo scenario per i giovani professionisti diventa ancora più fosco. I dati raccolti ci indicano che i compensi dei collaboratori sono rimasti inferiori (e in certi casi molto inferiori) ai livelli pre crisi. 

Strategie: Latham & Watkins e Pedersoli

In questo numero, TopLegal analizza Latham & Watkins e Pedersoli. Il primo, dopo le uscite di Andrea Novarese e Maria Cristina Storchi, continua a indicare nel corporate finance la via maestra per il posizionamento italiano, alla luce di una più vasta strategia europea. Pedersoli, invece, il 1° novembre riaccoglierà in studio Giovanni Pedersoli, il più giovane dei figli del fondatore. A distanza di dodici anni, l’insegna torna ad assicurarsi una solida linea successoria e si prende una piccola rivincita con Linklaters, che nel 2007 per lo sbarco in Italia aveva attinto in via Monte di Pietà non soltanto con il lateral di Giovanni, ma anche con quelli di Andrea Arosio e Dario Longo.

Settori e aree giuridiche: Ipo in attesa del decollo
Mentre Wall Street ha accolto tra le nuove matricole la tecnologica Peloton e Hong Kong spera nel maxi sbarco asiatico di Alibaba, in Italia la nautica è in prima linea con il ritorno degli yatch Ferretti e il debutto dei cantieri San Lorenzo. Il business per la consulenza legale è stato fino a oggi trainato dalle Pmi che sbarcano all’Aim Italia (il mercato loro dedicato di Borsa italiana), seppur con valori delle singole operazioni decisamente più contenuti, mentre le dinamiche di mercato chiedono agli avvocati di allinearsi a tempistiche sempre più strette e a ruoli operativi. Ne abbiamo parlato con Francesca Renzulli, a capo dei corporate & regulatory affairs di Nexi e Augusto Santoro, partner e responsabile del team equity capital markets di Simmons & Simmons.

Dentro lo studio: Gestione e organizzazione 
In che modo fare leva sulle risorse più giovani genera un vantaggio? E quando, invece, si trasforma in un costo mal gestito che pesa sui profitti per i partner? Il dilemma è ben noto nella letteratura internazionale e può essere sintetizzato in un numero: il rapporto o leva tra collaboratore e socio equity. Interpellando gli studi sul tema, emergono spesso buone ragioni sia a favore di una strategia che si basa su una leva bassa (pochi associate per partner) sia a favore di una leva alta (molti associate per partner). In entrambi i casi la leva è infatti un’arma a doppio taglio. Quindi con pro e contro da soppesare. I casi Pavia e Ansaldo e Legance.

Dentro lo studio: Studi legali e Ai
I vantaggi dell’Ai nello svolgere un lavoro più rapido, economico e completo sono indubbi. Più si hanno processi ripetibili e attività a basso contenuto elaborativo, più aumentano le efficienze generate dall’Ai. Ci sono tuttavia anche dei rischi. I risultati ottenuti valgono quanto l’algoritmo sottostante e i sistemi possono generare errori al pari degli umani. Si pone inevitabilmente il tema della fiducia e del controllo qualità nonché della sicurezza e della protezione dei dati. Per gli avvocati, i timori sono più relativi all’eventuale effetto sostitutivo delle nuove tecnologie che concernenti questioni di ordine etico-professionale. Dalla situazione attuale si possono dedurre tre fenomeni in arrivo per gli studi legali associati con cui dovranno fare i conti managing e senior partner.

Dentro la direzione: Bper
Processi più snelli e supporto a tutti i colleghi. La direzione legale di Bper è concepita come un riferimento a supporto di tutta l’operatività interna con la duplice anima di consulenza e di centro di ascolto. Ecco perché, racconta a TopLegal il responsabile del servizio legale Paolo Mazza, la prima regola che all’interno si sono posti è evitare i “rimbalzi” di competenza che rischiano di rallentare i processi. In altri termini, il servizio legale si fa carico di qualunque richiesta arrivi attivando poi le persone corrette. In questo contesto nasce l’idea di una piattaforma online interna dove fornire le consulenze con l’obiettivo di innovare l’interazione fra l’area legale e gli altri uffici. 

Ricerca Penale
Nell’era della corporate compliance globale, in risposta alle mutate necessità imprenditoriali emerge una nuova specie professionale. È il “super consulente”. Interlocutore multifunzionale e dall’approccio trasversale, l’avvocato non si limita all’attività tipica, in senso storico, del penalista. Entra in ogni ambito della vita aziendale, supporta il cliente nella costante attività consulenziale di carattere stragiudiziale, ne assiste le scelte strategiche. Dopo anni di sostanziale stasi, si inizia a intravedere oggi un parziale superamento dell’atavico dualismo tra boutique e full service.

Speciale: Roma settore Privato
I protagonisti della consulenza legale capitolina ne sono sicuri: sotto le rovine della città eterna si trova un cuore economico pulsante, pronto a emergere in superficie. Nel frattempo, i grandi studi full service, le boutique specializzate e gli studi monopersonali guidati da professori universitari si contendono un comparto legale saturo. Un contesto in cui i mandati sono legati a doppio filo ai settori produttivi del territorio e le boutique e i professori resistono con pervicacia nelle proprie nicchie di appartenenza. Sullo sfondo c’è l’avvento degli alternative service providers (Alsp), ovvero gli studi legali non tradizionali ad alto contenuto tecnologico, che iniziano a far sentire la loro presenza sul tessuto competitivo anche nella piazza capitolina.


La versione integrale del numero è disponibile su E-edicola.
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