Non c'è solo lo shipping
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01 dic 2019
Infrastrutture e Trasporti

Non c'è solo lo shipping

Avanzano le firm nazionali attratte da porti, hi tech e terziario avanzato. Le insegne locali puntano sulla specializzazione

 

Il crollo del Ponte Morandi e quello finanziario di Banca Carige non rendono giustizia del valore della Liguria. Dopo un lungo stallo, la regione ha rimesso i motori in funzione, archiviando un passato glorioso industriale e puntando su un futuro fatto di turismo, servizi, logistica e hi tech. E si candida così a essere la prossima terra di conquista per le insegne legali nazionali. La crescita dell’attrattività è dimostrata da un doppio sbarco genovese in tempi recenti. Nel primo caso si tratta di Toffoletto De Luca Tamajo, che lo scorso luglio ha aperto il proprio ufficio genovese, l’ultima delle aperture realizzate nel corso dell’anno dopo Brescia e Bologna, grazie a un’operazione di lateral hire che ha portato sotto l’insegna quattro professionisti provenienti da Goalex, Paolo Iasiello e Maddalena Paroletti (entrambi come equity partner), assieme ad Anna Maria Occasione e Concetta Manganaro in qualità di associate. Il mese successivo, ad agosto, è stata la volta della boutique Fga Ferraro Giove, specializzata in diritto immobiliare, responsabilità civile e diritto delle assicurazioni, già presente a Roma, Milano e Napoli, che ha inserito a Genova il nuovo equity partner Marco Capecchi assieme al suo staff, provenienti dall’omonimo studio specializzato in diritto immobiliare, assicurativo e crisi d'impresa.

A questi sbarchi si aggiungono due importanti operazioni di lateral hire per rafforzare i dipartimenti specializzati nello shipping. Come quello messo a segno da BonelliErede che lo scorso ottobre ha inserito Enrico Vergani e Marco Mastropasqua, il primo in qualità di of counsel, il secondo come senior counsel. Lca, invece, ha accolto a inizio 2019 Davide Magnolia, diventato equity partner, e Giacomo Falsetta, senior associate, entrambi provenienti da Toriello, boutique specializzata in diritto marittimo.
Ma cosa attira gli studi nazionali a Genova? Anzitutto, una serie di opportunità legate alle recenti vicende politico-economiche e alla trasformazione da un’economia manifatturiera al terziario avanzato. Nei prossimi anni, inoltre, sono attesi importanti investimenti per le infrastrutture, dalla ricostruzione del Ponte Morandi alla riconversione delle aree industriali periferiche, che potrebbero sostenere la domanda di servizi legali sul fronte amministrativo e finanziario. Gli strascichi della crisi di Banca Carige, d’altra parte, continueranno a sostenere la domanda di assistenza legale sul fronte Npl e Utp. Un altro punto di forza del mercato legale ligure poi, che continua ad attirare le attenzioni degli studi di fuori regione, è la presenza di una molteplicità di operatori portuali e doganalisti di primo piano a livello nazionale. In Liguria, del resto, hanno sede due autorità di sistema, una a La Spezia e l’altra a Genova.

Un’arena di lillipuziani

L’indagine condotta da TopLegal su un panel di 10 studi presenti nella regione indica che la struttura del mercato legale ligure riflette la centralità politica, amministrativa e, soprattutto, economica della città della Lanterna. A livello economico lo scenario a tinte fosche sembra essere ormai alle spalle e in un periodo di profonda trasformazione sociale ed economica le opportunità per gli studi non mancano.
Se l’economia mostra segnali che inducono gli osservatori a un cauto ottimismo (l’ultimo bollettino della Banca d’Italia di giugno 2019 parla di una crescita moderata grazie al positivo andamento del terziario, dei cantieri e del trasporto merci), un destino opposto sembra invece attendere le insegne legali locali. Le dimensioni della piazza ligure – che vanta una solida e riconosciuta tradizione giuridica con Guido Alpa, Franco Bonelli, Enzo Roppo e Vicktor Uckmar, tutti nomi legati a Genova – non sono tali da reggere la concorrenza degli studi di Milano e Roma; e la Liguria rischia così di diventare una terra di conquista. Come in altre realtà regionali, anche qui il mercato è costituito per lo più da piccoli studi, con quattro-cinque professionisti, verticalizzate in alcune practice e legate spesso al nome di un accademico. In mezzo ai “lillipuziani”, si sono imposte le firm nazionali con un forte radicamento a Genova, come BonelliErede (il genovese Bonelli si fuse con lo studio milanese Erede nel 1999; oggi l’ufficio ligure conta 10 partner) e Sutti (la fusione con Pennisi risale ai primi anni 2000). A Genova, inoltre, sono presenti anche le Big Four (Deloitte, Ey, Kpmg e Pwc), ma con uffici dedicati soprattutto al tax & legal. Negli scorsi anni si sono insediati anche studi medio-grandi di caratura nazionale e specializzati in consulenza all’impresa come Lca, che a Genova ha una sede con 3 partner, e mono-specialisti come LabLaw. La realtà prettamente genovese, d’altra parte, si caratterizza infine per i numerosi studi medio piccoli e le boutique che vantano presidi anche a Milano e Roma: è il caso di Armella, Bettini Formigaro Pericu, Conte & Giacomini, De André, Galletto, Giovanardi Pototschnig e Uckmar.
Stando alle risposte degli studi sentiti da TopLegal, il punto di forza dell’offerta della piazza ligure è la competenza derivante dalla solida tradizione giuridica, che però non compensa la scarsa attitudine alla crescita: le insegne regionali non possono fare più riferimento su grandi multinazionali che consentono il pieno sviluppo del settore della proprietà intellettuale e industriale. «La rilevanza economica del bacino portuale genovese giustifica il maggiore sviluppo dimensionale di alcune realtà presenti a Genova e una più marcata specializzazione degli studi presenti nel capoluogo, ma l’inserimento delle maggiori realtà industriali all’interno di gruppi di dimensione nazionale o internazionale comporta il ricorso frequente a studi strutturati di Milano o Roma» ha spiegato Andrea Bettini, fondatore e managing partner di Bettini Formigaro Pericu. Tolta Genova il panorama nelle altre province liguri si fa ancora meno strutturato con studi unipersonali e multidisciplinari. Le ragioni di questo nanismo sono da ricercare nell’odierno tessuto economico locale: la trama produttiva di Pmi non consente agli studi di fare il salto di qualità dimensionale. Un’altra differenza tra Genova e le altre province è l’alto grado di specializzazione presente sulla piazza del capoluogo. «Nelle province sopravvive il modello di studio legale “generalista”, spesso legato a uno o più avvocati “veterani”, ma sprovvisti di specializzazione in ambiti che invece a Genova sono assolutamente trainanti, come quello marittimo, doganale, tributario, amministrativo o penale-societario» ha sottolineato Daniele Pomata, partner e fondatore di Pomata Musarella, boutique genovese specializzata in penale e diritto del lavoro. Ma come fanno i lillipuziani a reggere la concorrenza degli studi forestieri? Massimiliano Grimaldi, fondatore e partner dell’omonima boutique genovese specializzata in diritto della navigazione e trasporti, spiega che il modus operandi più diffuso è quello degli accordi di best friendship. Questa strategia, però, potrebbe non bastare per reggere l’assalto degli studi più strutturati. «Sono davvero poche le associazioni "multidisciplinari" e questo rischia di rendere il mercato legale ligure meno competitivo rispetto a quello di altre regioni» ha proseguito Grimaldi.

La versione integrale dello speciale dedicato alla Liguria è disponibile sul numero di dicembre-gennaio 2020 di TopLegal Review e nell'area Speciali.

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