Hogan Lovells vince con Google su sospensione Byoblu
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02 ago 2021
Contenzioso

Hogan Lovells vince con Google su sospensione Byoblu

Il Tribunale di Milano in primo e secondo grado ha rigettato il ricorso presentato dall'editore sospeso da YouTube per aver violato le norme contro la disinformazione su Covid-19 adottate dalla piattaforma




Hogan Lovells (TLIndex9) ha assistito con successo Google al Tribunale di Milano, vincendo in entrambi i gradi del giudizio cautelare instaurato da Byoblu Edizioni a seguito della sospensione del canale YouTube, acquistato nel 2006 da Google. Quello deciso dal Tribunale di Milano è il secondo contenzioso relativo alla rimozione di contenuti da YouTube per violazione delle norme della piattaforma contro la disinformazione sulla pandemia, dopo quello al Tribunale di Roma dello scorso gennaio, che ha visto sempre Hogan Lovells assistere con sucesso Google.

Hogan Lovells ha affiancato Google nel contenzioso al Tribunale di Milano con un team formato dal counsel Alberto Bellan, il partner Marco Berliri, e gli associate Michele Traversa e Ambra Pacitti.

Lo studio ha affiancato un team di legali interni di Google formato da Marilù Capparelli e Marta Simoni.

Il caso, oggetto anche di interrogazione parlamentare, riguarda la sospensione del canale YouTube di Byoblu a seguito della pubblicazione di alcuni video ritenuti da Google in evidente violazione delle norme contro la disinformazione sulla pandemia da Covid-19 adottate dalla piattaforma.

Nelle due decisioni di primo grado e reclamo il Tribunale di Milano ha rigettato integralmente le domande di Byoblu, osservando che, nel caso in esame, non si concreta la lesione del diritto dei reclamanti di manifestare liberamente il proprio pensiero e di esercitare il diritto di informazione e di portare a conoscenza dei loro abbonati e degli utenti le loro idee e le loro opinioni anche relative alla pandemia. Per i giudici milanesi, infatti, non è un obbligo di Google quello di garantire ai ricorrenti l’esercizio della libertà dell’art. 21 Cost. o il loro diritto di informare i propri abbonati e di esprimere pubblicamente le proprie opinioni attraverso i social media Google.

Nel primo caso del gennaio scorso, sempre seguito da Hogan Lovells, il Tribunale di Roma aveva osservato che la rimozione da YouTube di video illeciti e contrari alle policy rientra pacificamente tra le facoltà anche contrattuali del gestore della piattaforma, aggiungendo che devono considerarsi contrari a tali norme anche i contenuti che promuovono informazioni sull'attuale situazione pandemica.
tags: Hogan LovellsGoogleMarco BerliriMarilù CapparelliYoutubeAlberto BellanMichele TraversaMarta SimoniAmbra PacittiByoblu Edizioni
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