Fiscalisti sotto esame, parola agli in house
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23 set 2021
TopLegal Guida

Fiscalisti sotto esame, parola agli in house

Approccio propositivo orientato al business e comunicazione semplice: le richieste dei tax director per stare al passo coi tempi



Un maggior grado di integrazione con il business, interdisciplinarità e proattività sono i nodi da sciogliere per far fronte alle criticità della fiscalità italiana. È quanto emerge dalle risposte dei responsabili dell’area fiscale delle imprese, interpellati dal Centro Studi TopLegal in occasione della ricerca sul settore che sarà pubblicata i primi di ottobre.

A livello trasversale tax director e Cfo lamentano l’eccessiva distanza dei consulenti fiscali esterni dalle peculiarità del contesto aziendale e dalle priorità delle attività dell’impresa. Partecipazione a eventi di settore e preparazione specifica dei professionisti sono fra le iniziative proposte dagli in house, insieme alla creazione di appositi team dedicati ad un numero limitato di clienti.

Si richiede anche che i professionisti affinino le proprie capacità comunicative per una maggiore accessibilità alle informazioni, intralciata dall’elevata tecnicità della materia. La specializzazione che il settore presuppone, inoltre, sembra andare a discapito della multidisciplinarità che alcuni in house apprezzerebbero.

Le multinazionali ritengono fondamentale che gli studi sappiano operare tramite grandi network specialistici e internazionali, come affermato da un Cfo dell’industria manifatturiera. Sulla stessa linea, altri riscontrano nelle boutique una propensione alla dimensione locale che a volte ostacola la fluidità dello scambio di informazioni con i gruppi esteri.

Tecnologia e presenza globale si confermano invece i punti di forza riconosciuti delle Big Four dai responsabili fiscali delle imprese. Tuttavia, come evidenziato a TopLegal da un tax director di una nota multinazionale della moda, nonostante la crescente presenza anche in aree un tempo presidiate dagli studi tradizionali, le grandi società di servizi integrati dovrebbero adattare ulteriormente la loro offerta in questi settori agli standard degli studi internazionali e delle boutique.

È poi riconosciuto che un’adeguata assistenza sul fronte fiscale sia troppo spesso osteggiata da fattori esogeni quali la complessità dell’assetto legislativo di riferimento, a causa della frammentarietà delle norme e dell’ingombrante impianto burocratico e giudiziario. Si riscontra fra gli intervistati una considerevole apprensione, inoltre, per le ambiguità e le difficoltà interpretative di alcuni provvedimenti e norme.

Oltre a rappresentare una rilevante variabile in termini di esito dei procedimenti e costi dei servizi, la mancanza di certezza sul fronte tributario ostacola la programmazione degli investimenti a medio-lungo termine. Per fronteggiare tale instabilità, un general manager del settore farmaceutico chiede ai professionisti un incremento della proattività nella proposta di soluzioni adeguate in ottica preventiva.


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