Tax & legal: l’immobiliare nell’era del Covid-19
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23 set 2021
Focus Real estate

Tax & legal: l’immobiliare nell’era del Covid-19

Le misure prese dai governi per contenere la pandemia hanno sottoposto a notevole stress il settore. L’attenzione degli investitori sull’immobiliare ha indotto a una riflessione sugli strumenti legali e fiscali introdotti per superare l’emergenza



L’emergenza Covid-19 ha evidenziato il ruolo trainante del settore immobiliare per la ripresa economica in termini di attrazione di capitali e di indotto su un’ampia filiera produttiva. La pandemia ha richiesto al settore di adeguarsi ai mutamenti degli stili di vita e delle modalità di fruizione di città e servizi. Per effetto del contesto emergenziale, alcuni settori hanno registrato attenzione da parte degli investitori o sperimentato processi di trasformazione: uffici, alberghiero, logistica e anche, in parte, il settore residenziale. La sensazione degli studi sentiti da TopLegal, è che il mercato sia reattivo e che, nel complesso, abbia mantenuto un positivo flusso di investimenti, nonostante l’incertezza nel contesto post pandemico.

Le misure normative prese dai governi di tutto il mondo per contenere la diffusione di Covid-19 hanno sottoposto a notevole stress i contratti di locazione commerciale conclusi prima dell’inizio della situazione emergenziale. In molti casi, le prestazioni sono diventate eccessivamente onerose per i contraenti. La sospensione di gran parte delle attività economiche e le stringenti misure di contenimento dell’epidemia adottate durante il periodo di lockdown e nei mesi successivi hanno evidenziato l’esigenza di ridiscutere le condizioni dei contratti già in essere nel periodo precedente allo scoppio della pandemia.

Gli studi fanno notare che gli strumenti previsti dall’ordinamento italiano per il superamento dello squilibrio contrattuale verificatosi nel corso dell’emergenza non sempre appaiono adeguati nell’ottica di proseguimento del rapporto. In tale contesto, il ricorso a strumenti alternativi, quali le clausole di hardship, tratte dalla prassi commerciale internazionale, potrebbe rivelarsi utile alle parti coinvolte.

L’attenzione degli operatori italiani e stranieri sull’immobiliare ha fatto richiamare l’importanza anche della politica fiscale. Il sistema tributario ha introdotto varie misure di incentivazione fiscale ma presenta limiti evidenti rispetto al ruolo del settore, come sottolineato dagli esperti consultati. Negli scorsi anni sono state presi provvedimenti per la rigenerazione urbana e il miglioramento ambientale o energetico degli edifici, quali l’Ecobonus e il Sismabonus, potenziati con il Superbonus.

Introdotto con il Decreto Rilancio e sottoposto a ulteriori modifiche, il Superbonus riconosce un beneficio fiscale sotto forma di detrazione nella misura del 110% dell’ammontare delle spese sostenute per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico o finalizzati ad assicurare gli immobili dal rischio sismico. L’interessato può beneficiare mediante la detrazione fiscale quinquennale o tramite due forme di cessione del credito, lo sconto in fattura e la cessione del credito alle banche. La disciplina, seppur di evidente impulso economico, non è priva però di effetti sul piano penale e civile.


L'articolo completo è compreso all'interno del Focus Immobiliare disponibile qui. Gli altri focus del 2021 dedicati a Recovery Fund, Life Sciences, Wealth Management, Marittimo e trasporti, Sport, Piazze d'Italia, Gdpr, Appalti e Commercialisti sono disponibili qui.


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