Competition/EU law: diritto senza economia
aumenta testo riduci testo stampa sep genera pdf sep segnala sep
23 feb 2022
Classifiche TopLegal

Competition/EU law: diritto senza economia

Scarsa conoscenza delle attività delle imprese e un'offerta ancora poco specializzata per settori, tra i punti critici individuati dai Gc. I risultati dell’ultima ricerca su Competition/EU law del Centro Studi TopLegal per TopLegal Consulting



Consulenti legali che sottovalutano il contesto economico e concorrenziale in cui opera l’impresa cliente e con una scarsa specializzazione settoriale. Sono alcune delle criticità maggiormente avvertite nel settore Competition/EU law, secondo quanto emerge dall’ultima ricerca condotta dal Centro Studi TopLegal per TopLegal Consulting, che sarà pubblicata online i primi di marzo. Tra le principali critiche rivolte agli avvocati del settore dai Gc, al primo posto compare la scarsa attitudine a inquadrare l'analisi del caso con il cliente sul piano economico, nonostante la tematica concorrenziale richieda spesso una preliminare analisi del contesto di mercato.

«Presentarsi in combinazione con una consultancy economica costituirebbe un valore aggiunto per molti legali visto che in pochi lo fanno» ha detto un manager del settore farmaceutico. In questa direzione, alcuni Gc suggeriscono l’integrazione nell’organico dello studio di professionisti con formazione ed esperienza professionale in ambito economico e finanziario. Per quanto riguarda le attività di compliance antitrust, tra i desiderata di un general counsel di una nota società di telecomunicazioni ai primi posti compare la consulenza per individuare i processi di mappatura delle attività più a rischio.

Al pari di altre practice, anche nell’ambito della concorrenza è richiesta agli avvocati una specializzazione per settore. Un discorso che vale soprattutto per quei settori altamente regolamentati, in cui i clienti chiedono professionisti con una profonda conoscenza del settore di riferimento dell’impresa. Avvocati di questo tipo permettono al cliente di non perdere tempo e risorse per spiegare l’attività dell’impresa, ha commentato il direttore del settore affari legali in ambito Life Sciences. I consulenti legali esterni, inoltre, adottano spesso un approccio eccessivamente rigido e formalistico, con soluzioni considerate dai manager dell’impresa troppo conservative e poco innovative. In particolare, i legali dovrebbero fare il possibile per bilanciare i rischi delle sanzioni e la potenziale esposizione al risarcimento del danno.

Un ulteriore ostacolo al successo dei procedimenti è rappresentato dalle tempistiche. Un senior partner di una società di consulenza sottolinea come l’accesso ai file avvenga spesso in ritardo, mentre le memorie e le audizioni finali siano invece troppo ravvicinate. I clienti, in genere, hanno detto di apprezzare un dialogo più costruttivo con l’Acgm. Quanto alla scelta della tipologia di studio, i general counsel tendono a privilegiare sia un network internazionale sia studi con expertise locale, sviluppata a seguito della tipicità amministrativa italiana.


CLICCA PER CONDIVIDERE


eventi
I Edizione Osservatorio Lavoro

Milano

giovedì 09 giugno
I Edizione Osservatorio Lavoro


Credits Landlogic IT

RSS

RSS