DL Energia
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09 mag 2022
Energia

DL Energia

Il 1° marzo 2022, è stato emanato il decreto legge n. 17, pubblicato in G.U., al n. 50, recante “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali” (il “DL 2022”).


A cura di Andrea Sassi e Anita de Siena

 

Tale atto normativo è stato definitivamente convertito in legge, prima dalla Camera e poi dal Senato, il 27 aprile 2022 con la Legge di Conversione n. 34/2022 (la “LdC”). 

Tra le novità introdotte che hanno previsto misure ad hoc contro il “caro bollette” sono state previste ulteriori misure di agevolazione che hanno apportato importanti emendamenti mirati ad attuare una più rapida procedura di installazione di impianti fotovoltaici nelle aree idonee (e non) nonché agli impianti agro-fotovoltaici.

Tale LdC ha, difatti, apportato talune modifiche rilevanti alle previsioni del D.lgs. 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili) e al D.lgs. 8 novembre 2021 n. 199 (c.d. Decreto RED II). 
Di seguito, sintetizziamo, le principali modifiche introdotte sugli iter autorizzativi:

1. DILA (Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata)
Ai sensi dell’articolo 9, co.1, quinquies della LdC, la DILA si applica per gli impianti fotovoltaici con moduli a installati terra la cui potenza elettrica risulta inferiore a 1 MW, nonché alle opere connesse e alle infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli stessi impianti situati in aree idonee e quindi non sottoposte alle norme di tutela, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio e al di fuori dei centri urbani soggetti a particolare tutela, per la cui realizzazione non sono previste procedure di esproprio.
Inoltre la LdC,  in tema di variazioni agli impianti fotovoltaici, ha modificato l’articolo 5, co. 3 del D.lgs. del 28/2011 prevedendo l’applicazione della DILA per le modifiche non sostanziali che determinino un incremento della potenza installata e la necessità di ulteriori opere connesse senza incremento dell’area occupata.

2. PAS (Procedura Autorizzativa Semplificata)
Con la conversione in legge del DL 2022, la procedura PAS trova applicazione per gli:
1. Impianti fotovoltaici di potenza fino a 10 MW
Trova applicazione la PAS se l’impianto è collocato in Area Idonea e se il proponente allega alla domanda di richiesta della stessa procedura semplificata un’autodichiarazione dalla quale risulti che l’impianto non si trova all’interno di aree comprese tra quelle specificamente elencate come “non idonee”.

2. Impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 MW
Trova applicazione la PAS, per impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 MW e delle relative opere di connessione alla rete elettrica di alta e media tensione, se localizzati:
in aree a destinazione industriale, produttiva o commerciale;
in discariche o lotti di discarica chiusi e ripristinati, ovvero;
in cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento, per i quali l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione abbia attestato l’avvenuto completamento delle attività di recupero e di ripristino ambientale previste nel titolo autorizzatorio nel rispetto delle norme regionali vigenti.

3. Impianti Agro-fotovoltaici 
Si applica la PAS per gli impianti agro-fotovoltaici, che distino non più di 3 chilometri da aree a destinazione industriale, produttiva o commerciale. 
Un’altra semplificazione rilevante è rappresentata dal fatto che per gli impianti sopra descritti viene espressamente previsto che il procedimento di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale sia elevato a 20 MW, purché il proponente alleghi alla PAS un'autodichiarazione dalla quale risulti che l'impianto non si trova all'interno di aree comprese tra quelle specificamente elencate e individuate ai sensi della lettera f) dell'allegato 3 DM 10 settembre 2010.

4. Impianti Flottanti
Si applica, altresì, la PAS per l'attività di realizzazione e di esercizio di impianti solari fotovoltaici di potenza sino a 10 MW - comprese le opere funzionali alla connessione alla rete elettrica - collocati in modalità flottante sullo specchio d'acqua di invasi e di bacini idrici, compresi gli invasi idrici nelle cave dismesse, o installati a copertura dei canali di irrigazione.
Diversamente, continua ad applicarsi l’autorizzazione unica per gli impianti installati in bacini d'acqua che si trovano all’interno: (i) delle aree previste dall'articolo 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, (ii) delle aree naturali protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e (iii) nei siti della rete Natura 2000.

5. Impianti per accumulo elettrochimico
Viene modificata la disciplina inerente il regime autorizzatorio degli impianti di accumulo elettrochimico. 

Si applica la PAS, anche per gli impianti di accumulo elettrochimico ubicati all'interno di aree ove sono situati impianti industriali di qualsiasi natura - anche se non più operativi o in corso di dismissione - ubicati all'interno di aree ove sono situati impianti di produzione di energia  elettrica alimentati da fonte rinnovabile ovvero da fonte fossile che abbiano potenza inferiore ai 300 MW, e sempre che, non comportino un’estensione delle aree, né variante agli strumenti urbanistici.
Inoltre, viene precisato che solo gli impianti di accumulo elettrochimico da esercire in combinato con impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili - e non gli impianti stand alone - sono considerati opere connesse ai predetti impianti.


3. Agro-fotovoltaico

Tra le novità introdotte, particolare interesse suscitano quelle tese a semplificare la realizzazione di impianti fotovoltaici in aree agricole e di impianti agro-fotovoltaici di cui all’articolo 11 della LdC. Infatti, tra le energie rinnovabili da fonte solare a cui il Governo italiano sta rivolgendo particolare attenzione, vi è il settore più specifico dell’agro-fotovoltaico che, permettendo una convivenza pacifica tra l’agricoltura e la produzione sostenibile di energia, sta rappresentando una vera e propria svolta tecnologica. Settore questo che, come noto, è stato negli ultimi mesi oggetto di numerosi interventi normativi volti ad ammettere l’accesso agli incentivi statali anche per tali impianti. 

Per vero, per gli impianti agro-fotovoltaici la possibilità di accesso agli incentivi statali e ai relativi finanziamenti è stata prevista, per la prima volta, solo con il Decreto Semplificazioni e con il Decreto Semplificazioni Bis che hanno modificato e integrato in tal senso il decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito con legge del 24 marzo 2012 al n. 27 (il “DL 2012”), decreto madre sugli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici che costituisce, ad oggi, il fulcro dell’intero sistema di accesso a detti incentivi in ambito agricolo.

Con la prima versione del DL 2022, il Legislatore è intervenuto proprio su tale normativa con il tentativo di ampliare ulteriormente la sfera di accesso agli incentivi statali per impianti fotovoltaici in ambito agricolo, integrando l’articolo 65 del DL 2012 con specifiche disposizioni che, tuttavia, apparivano di fatto restrittive lasciando qualche perplessità (non solo operativa) in merito alla concreta possibilità di accedere a tali incentivi. L’articolo, come anticipato, è stato in più punti modificato e integrato nel corso dell’esame del DL 2022 in sede di conversione.  

In particolare, se prima l’articolo 11 del DL 2022 aveva introdotto una limitazione rispetto agli impianti agro-fotovoltaici, ammettendo l’accesso agli incentivi solo per quelli che, oltre alle specifiche caratteristiche già richieste, presentavano un’estensione non superiore al 10% della superficie agricola aziendale, ad oggi, tale vincolo è stato soppresso e sostituito da una nuova e più dettagliata disposizione normativa che prevede, ai fini dell’accesso agli incentivi, una contestuale “realizzazione di sistemi di monitoraggio da attuare sulla base di linee guida adottate dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), in collaborazione con il Gestore dei servizi energetici (GSE), entro trenta giorni dalla data in vigore della presente disposizione”.

Ad oggi, dunque, gli impianti agro-fotovoltaici possono accedere agli incentivi a condizione che rispettino le condizioni previste dal neo articolo 65 del DL 2012 e che quindi: (i) adottino soluzioni integrative innovative con montaggio dei moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, comunque in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l'applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione; e (ii) realizzino sistemi di monitoraggio da attuare sulla base delle Linee Guida che saranno adottate dal CREA in collaborazione con il GSE entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della suddetta LdC.

Viene, inoltre, previsto al comma 1-octies dell’articolo 65 del DL 2012, che le particelle su cui insistono gli impianti agro-fotovoltaici - anche a seguito di frazionamento o trasferimento a qualsiasi titolo dei terreni - non potranno essere oggetto di ulteriori richieste di installazione di impianti fotovoltaici per dieci anni successivi al rilascio degli incentivi statali di cui al D.lgs. del 28/2011.

4. Le Aree Idonee e le soglie autorizzative
La LdC, amplia la casistica delle Aree Idonee all’installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili prevista dal D.lgs. 8 novembre 2021 n. 199, prevedendo nuove tipologie.
Attualmente, le Aree Idonee sono previste all’articolo 20 del D.lgs. 8 novembre 2021 n. 199 e sono:
i siti ove sono già installati impianti della stessa fonte e in cui vengono realizzati interventi di modifica non sostanziale;
le aree dei siti oggetto di bonifica individuate secondo le regole del Codice Ambiente;
le cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
i siti e gli impianti nelle disponibilità delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

A queste aree, vengono implementate: (i) le aree non interessate dalla presenza di beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, né ricadenti nella fascia di rispetto dei beni tutelati ai sensi dell’articolo 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio; (ii) le aree classificate agricole, che siano racchiuse in un perimetro i cui punti distino non più di 300 metri da zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale, compresi i siti di interesse nazionale, nonché le cave e le miniere; (iii) le aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti e, se classificati agricoli, che siano racchiusi in un perimetro i cui punti distino non più di 300 metri dal medesimo impianto o stabilimento ovvero; (iv) le aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 150 metri.

In aggiunta l’articolo 12 della LdC, co. 1 bis, modifica l’articolo 4 del D.lgs. del 28/2011, modificando i regimi di autorizzazione in Aree Idonee per la costruzione e l’esercizio di impianti fotovoltaici di nuova costruzione e delle opere connesse nonché, senza variazione dell’area interessata, per il potenziamento, il rifacimento e l’integrale ricostruzione degli impianti fotovoltaici esistenti.
In particolare, le soglie autorizzative vengono modificate come segue:
per impianti di potenza fino a 1 MW: si applica la dichiarazione di inizio lavori asseverata per tutte le opere da realizzare su aree nella disponibilità del proponente;
per impianti di potenza superiore a 1 MW e fino a 10 MW: si applica la procedura abilitativa semplificata;
per impianti di potenza superiore a 10 MW: si applica la procedura di autorizzazione unica.

4.1    Procedure autorizzative specifiche per le Aree Idonee
Evidenziamo che all’articolo 4, co. 2, ter, del D.lgs. del 28/2011, viene fatta salva l’applicabilità dell’articolo 22 del D.lgs. 199/2021 - così come modificato dalla LdC - che prevede che i vincoli paesaggistici nelle Aree Idonee non sono ostativi al rilascio della VIA, dell’Autorizzazione Unica o della PAS ed i termini del procedimento autorizzativo sono addirittura ridotti di 1/3. Difatti, l’autorità competente in materia paesaggistica si esprime con parere obbligatorio non vincolante anche in sede di VIA ed in caso di silenzio da parte dell’amministrazione competente, l’autorizzazione potrà comunque essere rilasciata. L’unica criticità è rappresentata dalla circostanza che un eventuale dissenso dovrà essere superato in fase di conferenza di servizi. 

Per la DILA, invece, non sembra che l’autorizzazione paesaggistica sia necessaria quando l’impianto sia collocato su strutture edilizie che non rientrano nel novero di beni culturali o dei complessi di immobili di cui all’articolo 136 lettere b) e c) del decreto legislativo 22/01/2004, n. 42 .

 

Il nostro Studio è strutturato ad offrire al cliente ogni supporto necessario a tali fini anche in virtù dell’esperienza decennale maturata nel settore delle energie rinnovabili dalla fase di sviluppo, al finanziamento e fino alla compravendita di impianti fotovoltaici.

 
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